Tangram Square

La giovanissima Tangram Square non ha ancora raggiunto i 3 anni di attività ma già pare avere le idee chiare. Coordinati dal producer Flavio Zen Hatemysurname e Operasilenzio, nasce come collettivo di beatmakers e inizia a pensare in grande: un filo comune che possa far aderire contesti differenti, linguaggi e derive differenti verso un’unica uscita.

L’appendice della black music è un discorso palese e rimarcato pressoché ovunque, un aspetto che non può che sottolineare la versatilità di una radice musicale ormai contestualizzata in ogni forma.

d-gene lamp of gene

Da qui poi entra per Tangram il discorso label “etichetta in grado di produrre artisti che conservano dentro di loro la stessa concezione, le stesse ambizioni e le stesse paure.”
Oggi proponiamo Lamp of Gene di D-Gene, EP scaricabile gratuitamente (o preferibilmente ad offerta gratuita) sulla pagina bandcamp della label.

Lamp of Gene

Si presenta quindi D-Gene, unico ritrovato sulla pagina bandcamp della neolabel che non fa affatto storcere il muso, tutt’altro Lamp of Gene è un prodotto modesto che sa bene il fatto suo. Trova la sua dimensione nella linearità sebbene sappia muoversi tra più fields di hip hop ed elettronica: talvolta in puro stile anime come in Magic Boo, altre volte atmosfere chill condite da lead brillanti di fine anni ‘80-inizio ‘90 ascoltabili in Pulsar.

Il collante di tutto restano i pad, le atmosferee eteree, frequenze tagliate e risonanti, suoni wide da abbinare al fenk shui, smorzate da un comparto ritmico smooth e mai troppo distante dalle classiche drum machines, quasi esclusivamente sul filone Roland 808/909 et similia.

Lo skit Speaker assieme alle tracce I need you here e il quasi epilogo Think me rivelano un’anima più recente sebbene di dilliana memoria, incline a un hip hop più sincopato pur non compromettendone il clima instaurato lungo tutto il disco, anzi, sono poste rispettivamente verso l’inizio, metà e fine di Lamp of Gene.

Easy listening

Nel complesso, Lamp of Gene si presenta come un prodotto lineare e D-Gene riesce a non andare fuori traccia, a non risultare eccessivamente acerbo nonostante l’utilizzo di pochi elementi ma ben pesati, tutt’altro. Una particolare menzione va all’effettistica: l’utilizzo dei delay scandiscono aperture e chiusure tra un pattern e l’altro, mantenendo un animo da easy listening.

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