Il 1 Gennaio del 2015, Davide Buscaglia fa nascere 365Strangers, progetto che incontra a metà strada fotografia e psicologia, il quale ha la peculiarità di svolgersi (soprattutto evolversi) in strada.

365strangers

È un progetto fotografico, perché attraverso la macchina fotografica incontro persone per strada.[…] È un progetto psicologico perché ha profonde implicazioni identitarie, personali e relazionali […].

In un contesto storico in cui il melting pot – attriti annessi – e le commistioni artistiche preparano la strada da intraprendere, l’obiettivo di 365Strangers è fotografare giorno per giorno, fino all’ultimo del 2015, uno stranger diverso, tracciandone al contempo l’identità.

Gli abbiamo fatto alcune domande per saperne di più:

• Partiamo dal principio. “Davide Buscaglia, 29 anni, una Laurea in Psicologia e un proposito per il 2015.” Nasce prima la tua passione per la fotografia o la tua formazione come psicologo?

Non riesco a considerare Psicologia e Fotografia separate: per quanto mi riguarda sono due passioni che nascono a braccetto. A volte una è più in figura, l’altra sullo sfondo, e viceversa. E attraversano tutte le fasi della mia vita. Da bambino avevo un quaderno su cui raccontavo storie e disegnavo istanti: mi piace vederlo come un piccolo anticipo dello storytelling fotografico. E la mia adolescenza è un’adolescenza vissuta in profondo contatto con domande esistenziali legate alla coscienza e alla vita in generale. Ma non solo. Passavo intere giornate su internet alla ricerca di immagini da montare in sequenza con il supporto di file musicale. La differenza sta nel fatto che se è vero che entrambe sono mie passioni, la Psicologia è diventata anche la mia formazione.

365Strangers - Davide Buscaglia

• Dai tuoi scatti e dalle storie che racconti, ritrovo come elemento comunicante la naturalezza in cui avviene il tuo rituale quotidiano. Il momento in cui hai deciso di tramutare 365Strangers in una realtà tangibile è frutto di quale tra una lunga riflessione studiata a tavolino e una visione del tutto improvvisa?

La naturalezza e la spontaneità sono per me due elementi fondamentali. Quando ho deciso di iniziare questo percorso l’ho fatto senza sapere a cosa sarei andato incontro. Ciò che era importante per me era avere un obiettivo al giorno e incontrare persone. Non sono arrivato a questo attraverso particolari riflessioni. Credo si tratti semplicemente delle conseguenze di un bisogno individuale vissuto pienamente e accettato così come lo sentivo. Per come la vedo io, l’unico modo per incontrarsi davvero è muoversi verso l’Altro con spontaneità e naturalezza.

• Sto seguendo 365Strangers da diverso tempo, da subito l’ho trovato molto interessante. Col passare dei giorni il tuo archivio si compone di nuovi volti, tutti con le loro storie al seguito, e man mano emerge questa tua capacità di proiettare il lettore nell’ottica di andare al di là della semplice concezione di sconosciuto, di passante. Un modus operandi molto più intimista del fermare persone a caso chiedendo loro informazioni sulla propria identità. Ti auguri che questo tuo modo di concepire gli sconosciuti possa in qualche modo essere preso d’esempio e diventare un’abitudine diffusa?

Sarebbe un risultato enorme e inatteso! Il messaggio che sto scoprendo giorno dopo giorno è che, in fondo, se ti permetti di entrare in relazione portando te stesso e il tuo vissuto, ti rendi conto di quanto lo sconosciuto sia familiare. Che è un po’ come dire che lo sconosciuto, quello che hai davanti e non conosci, in realtà se lo guardi bene sa e parla anche un po’ di te. Forse nell’essenza lo sconosciuto sei tu.

365strangers

• Una delle peculiarità dei tuoi ritratti è il fare fatica a trovare un’identità il cui sguardo non colpisca. Com’è ben specificato sul tuo sito, trasmettere quello che è il tuo punto di vista rientra da principio nei tuoi intenti. Quando scatti cosa pensi? Hai mai incontrato diffidenza da parte di alcune persone? Se per assurdo trovassi per strada un Davide Buscaglia a interpretare la parte dello stranger, cosa gli domanderesti? Chi aspetti di ritrovare di fronte all’obiettivo?

Quando scatto, il più delle volte accade qualcosa che mi sorprende particolarmente: se fino a qualche attimo prima il mio ambiente era composto dallo stranger, dal grigio delle strade, dalle luci, dalle voci e dai volti dei passanti, durante lo scatto ci siamo solo io e lo sconosciuto. Nulla di più. Il resto rimane al di sotto della mia soglia di consapevolezza. Sto attento comunque a non essere investito…La vivo un po’ come un’esperienza in un’altra dimensione sensoriale, ed è in queste circostanze che nascono gli scatti che funzionano di più. Se per assurdo trovassi un Davide Buscaglia a interpretare la parte dello stranger gli chiederei semplicemente “oggi come stai”. È una domanda tanto semplice quanto difficile da pronunciare. Lo facciamo poco, sopratutto con chi abbiamo vicino. Forse per paura della risposta. ah…la questione della diffidenza…sì, prendo un 15% di “no” e generalmente sono motivati da diffidenza. All’inizio però erano molti di più. E facevano più male.

365strangers maria antonietta

• Parallelamente ad Identità Virali, il tuo progetto riesce a fondere (in maniera molto personale) una serie di aspetti della street life attraverso la mappatura di più identità, diffondendole poi ai tuoi lettori/follower, portandoci di fatto all’eterogeneità di cui si veste la società attuale. Se dovessi scegliere uno o più brani che facciano da colonna sonora a 365Strangers, quale sceglieresti e perché?

Splendida e difficile domanda. Ascolto km di musica, sarà difficile farne una selezione. Scelgo i brani che in questi 8 mesi mi hanno accompagnato più spesso per le strade delle città che ho percorso: Interpol “Light”, Alt j “Fitzpleasure”, Lucio Dalla “Stella di mare”, Maria Antonietta “Estate ’93” (anche lei una stranger), L’officina della camomilla Un fiore per coltello, Baustelle “La canzone del parco”, Lo Stato Sociale “Forse più tardi un mango adesso”, Future Island “Fall from Grace”, Flume “Drop the game”, Santigold “Disparate youth”, Amy Winehouse “Stronger than me”, David Bowie “Space Oddity”, Fisherspooner “Emerge”, London Grammar “Wasting my young Years”.
Mi fermo qui, anche se mi piacerebbe associare una canzone a ciascuno stranger. Così, visti nell’insieme, mi sembrano un altro manifesto di eterogeneità.

• Quali aspettative riponi in 365Strangers una volta che sarà passato il 31 dicembre?

In questi mesi sto scrivendo una serie di riflessioni personali parallele a quelle che pubblico sul sito, l’obiettivo è quello di trasformarle in un libro o in una parte allegata alla raccolta di volti e storie che conto di pubblicare all’inizio del prossimo anno. E poi c’è la mostra: sarebbe un bellissimo sogno. Portare 365strangers in giro per l’Italia nelle gallerie interessate.

• Un saluto ai lettori di Identità Virali.

È stato un piacere, grazie per le bellissime e stimolanti domande. Saluto i lettori di Identità Virali riportando la frase tatuata sul braccio di una stranger di Torino incontrata a Savona qualche mese fa. Mi sembra coerente con il periodo che la nostra società e noi italiani in generale stiamo vivendo, ma anche un messaggio di speranza per tutti noi, viste le indiscutibili capacità creative di noi italiani. “Non lamentarti, crea.” glielo dicevano i suoi nonni. Sappiamo fare meglio di chiunque altro entrambe le cose: ce lo insegna la storia. Ma questo lo aggiungo io. Buoni incontri.